Unione di Centro Bergamo: Il Centro c'e'. verso il Partito della Nazione

Il coraggio, la coerenza della scelta. Al Centro. Il blog dei democratici cristiani della provincia di Bergamo. Il partito plurale.
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venerdì, 03 luglio 2009

2 LUGLIO 2009,COMUNE DI BERGAMO E L'ATROCE DILEMMA: E' COMPITO DELL'ASSESSORE INVERNIZZI O DI BOBO?

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e intanto l'on Stucchi scrive a Maroni e mette le mani avanti (non era sufficiente una telefonata?)
adesso con la famigerata legge sicurezza(non tutta) per la lega non ci sono piu' alibi.
Ma noi, non si preoccupi l'assessore arcenese ma a Bergamo, giudichiamo sui fatti, ovvero fra tre mesi, e non sulle intenzioni. Ma lo giustifichiamo: di solito in politica le rogne si lasciano gestire agli altri per avere le mani libere. Ma la giovane eta' fa commettere errori. Adesso non gli daranno tregua. Attenzione se pero' fara come a Verona cha hanno spostato il problema dal centro citta' alla periferia, ne vedremo delle belle con i sindaci dell'hinterland.

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postato da: udc alle ore 13:06 | link | commenti
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Puglia: Cesa, bene Vendola ma Udc indisponibile a scorciatoie

[01 luglio 2009]

"L'Udc non e' un partito tappabuchi, e soprattutto non va al governo di citta', province e regioni percorrendo scorciatoie. Tra un anno ci saranno le elezioni anche in Puglia, e ci assumeremo le nostre responsabilita', come siamo soliti fare, davanti agli elettori. Per noi non esiste infatti la 'doppia morale' del Pdl, che biasima i ribaltoni salvo poi compierli dove gli fa comodo, come in Sicilia. Noi siamo seri, e pur apprezzando il decisionismo del presidente Vendola, esprimiamo la nostra indisponibilita' alla politica delle scorciatoie". E' quanto afferma, in una nota, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.

postato da: udc alle ore 12:36 | link | commenti
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«L’Udc resti autonoma, ma si allei con noi»

BERLUSCONI MANDA AVANTI BONDI.
L'INIZIO DELLA FINE.

INTERVISTA AL MINISTRO BONDI

Incorniciato il congresso fondativo, trascorsi i primi mesi di vita tra le debordanti esuberanze leghiste e il frastuono scandalistico, il Pdl trova finalmente il tempo di interrogarsi su se stesso. Lo fa in capo a un giro di boa elettorale non del tutto tranquillizzante. Si appresta a mettere in ordine le idee in un seminario a porte chiuse sul futuro della legislatura, ma fuori dai luoghi di precetto arriva già a qualche conclusione. All'idea per esempio che la demolizione della vecchia Casa delle libertà non ha prodotto grandi benefici, e che in ogni caso un ricongiungimento con l'Udc darebbe equilibrio a un quadro politico dominato dall'influenza lumbard. Se si ragiona su una prospettiva moderata, non può sorprendere che anche un bipartitista convinto come Antonio Martino rivendichi da una parte il suo credo e dall'altra convenga con Casini nel bocciare il federalismo promosso dal governo: «Se viene realizzato lasciando invariato il nostro sistema di governo locale, è pernicioso», ha detto ieri l'ex ministro degli Esteri a farefuturo. webmagazine.Si fanno dunque strada analisi, nella maggioranza, che tendono a spostare l'asse dal populismo leghista e ad accorciare le distanze dall'Udc. È un processo generale, sul quale Sandro Bondi sembra avere particolari titoli per riflettere: il ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl è stato tra i primi, nel suo partito, a riaprire il dibattito sul rapporto con il centro.

Nel Pdl si ragiona in modo sempre più diffuso su una ricomposizione dei rapporti con l'Udc: è una prospettiva limitata alle Regionali del prossimo anno o si pensa a un'alleanza stabile, valida anche per le Politiche? Prima di tutto bisogna cominciare a discutere, con rispetto delle posizioni reciproche. Noi abbiamo il dovere, ad esempio, di rispettare la scelta dell'Udc di non aderire al Pdl e di dare vita a una forza politica autonoma dai due principali schieramenti. Noi non condividiamo il rifiuto e le critiche dell'Udc verso il bipolarismo, ma dobbiamo prendere atto della scelta strategica dell'Udc. Ciò tuttavia non preclude la possibilità da parte del partito di Pier Ferdinando Casini di allearsi, a seconda dei momenti e delle scelte politiche, con il Pd o con il Pdl,come avviene in Germania da parte del partito liberale.

Vuol dire che in un'alleanza con l'Udc il Pdl non chiederebbe la confluenza nel partito unico? Sì, io credo, come ho anticipato, che una seria discussione debba iniziare da parte nostra rispettando la scelta del'Udc di non aderire al Pdl. Questo non significa però che non si possa ricercare un rapporto di collaborazione o un'alleanza politica tra forze politiche diverse e autonome, che perseguono prospettive politiche contrastanti. Io ritengo che ciò che ci unisce sia molto di più rispetto a quello che ci divide. Apparteniamo ad esempio alla stessa famiglia politica europea: quella dei popolari. Condividiamo gli stessi ideali e valori: quelli della tradizione cristiana, del valore centrale della persona e di una economia sociale di mercato. L'Udc, inoltre, non potrà mai stabilire, ne sono convinto, un'alleanza con un Pd legato alla sinistra estrema o a Di Pietro. Significherebbe abiurare alla propria storia e ai propri valori fondamentali. Sono certo che Casini non lo farà mai.

Cos'è che ha fatto cambiare, dopo questo primo anno di legislatura, la posizione del Pdl rispetto al rapporto con l'Udc? Per quanto mi riguarda io non ho mai mutato posizione nei confronti dell'Udc. Nella politica possono esserci battute d'arresto, ma bisogna avere chiaro dove si vuole arrivare e tenere la barra diritta. Ci sono stati anche errori da parte dell'Udc nella passata legislatura, ma ora è inutile rinvangare sugli errori che possiamo avere compiuto. È meglio guardare in avanti.

Ritiene che un allargamento della coalizione di maggioranza verso il centro possa aiutare il Pdl a definire la propria identità? Ma noi siamo il centro moderato in questo Paese. Su questo io non ho alcun dubbio. Stringere un'alleanza con l'Udc può rafforzare questo centro moderato, ma a tre condizioni: in primo luogo che si operi in un contesto bipolare, in secondo luogo che il centro non significhi conservazione ma cambiamento; in terzo luogo noi consideriamo l'alleanza con la Lega, non una necessità, bensì una convinta alleanza strategica per il cambiamento dell'Italia.

Le alleanze dipendono anche dai sistemi elettorali: crede che quello attuale sia funzionale a una coalizione allargata all'Udc? Io credo che i cambiamenti veri e profondi derivino essenzialmente dalle scelte e dalle volontà politiche dei leader.

In Sicilia c'è una situazione anomala, in cui l'alleanza con l'Udc aveva resistito alla rottura del 2008 ma adesso viene contraddetta dalla nuova giunta Lombardo: crede sia necessario ripensare questa evoluzione, come chiedono peraltro esponenti anche non siciliani del Pdl a cominciare da Maurizio Gasparri? Noi crediamo nell'alleanza con il movimento autonomista di Lombardo. Lo abbiamo dimostrato anche di recente partecipando attivamente alla ricostituzione e al rafforzamento della nuova giunta, nonostante una crisi aperta in piena campagna elettorale dallo stesso Lombardo per ragioni unicamente di carattere politico. Proprio perché siamo interessati al rafforzamento del governo della Sicilia, abbiamo posto e poniamo il problema dell'allargamento dell'alleanza anche all'Udc, ritornando alla maggioranza che ha ottenuto la fiducia degli elettori. La Sicilia ha bisogno di un governo coeso, forte e autorevole, e noi siamo interessati ad assicurare le condizioni affinché possa agire nel modo più efficace possibile per affrontare i problemi della Regione. La Sicilia non ha bisogno di un partito del Sud, soprattutto perché deve abbandonare definitivamente l'abitudine di addossare ai governi nazionali le colpe dei tanti problemi che affliggono da tempo il nostro Mezzogiorno. La Sicilia come le altre Regioni del Sud ha il dovere di dimostrare di essere capace di mutare autonomamente consolidate abitudini, di saper amministrare con rigore i finanziamenti pubblici e statali e di dare prova di un governo coraggioso e lungimirante. 

di Errico Novi [03 luglio 2009]

www.liberal.it


postato da: udc alle ore 12:35 | link | commenti
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giovedì, 02 luglio 2009

da oggi le badanti dei nostri anziani sono fuori legge e gli anziani commettono un reato.

badantiCon il provvedimento odierno a Bergamo ci saranno potenziali persone in  odore reato e anziani complici che rischiano la galera.

Il provvedimento approvato oggi a colpi di fiducia rischia di essere un boomerang per l'attuale maggioranza ovvero forse ci saranno reati di serie a e reati di serie b? dipende dalla tessera di partito in tasca?

E' inutile che il Pdl canti vittoria, la vittoria e' solo della lega anche perche una parte del Pdl giudica abberrante il provvedimento ma mettendo la fiducia e' stato tutto blindato.
postato da: udc alle ore 21:42 | link | commenti
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pacchetto sicurezza : il dramma

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qui


Un nuovo laboratorio per il “partito delle riforme”

di Riccardo Paradisi [02 luglio 2009]

www.liberal.it

"Ho deciso di aiutare un gruppo di economisti e ricercatori in un "think tank" un po' all'americana. Fuori dall'ottica e dalle logiche dei partiti della politica, che è sempre così invadente". Così parlava, con stile minimal, Luca Cordero di Montezemolo in un'intervista di un mese fa. Oggi quel think tank, Italia futura, vede la luce sul web (www.italiafutura.it) presentandosi come pensatoio che dovrebbe «cercare di studiare dove vogliamo essere tra cinque anni con obiettivi che non sono né di destra né di sinistra». Obiettivi a cui guarda con molto interesse quell'opinione pubblica che ritiene arrivato al capolinea un bipolarismo incapace di riformare il sistema politico ed economico italiano. «Luogo di ideazione civile, politica ed economica, libero dagli ideologismi, strumento di mobilitazione dell'opinione pubblica» Italia futura dovrebbe dunque essere soprattutto uno spazio dentro il quale immaginare una piattaforma programmatica per "il partito delle riforme". Una corrente che percorre trasversalmente la politica italiana e che tenta di darsi la mano senza ancor riuscirci dalle due sponde del bipolarismo italiano. 

postato da: udc alle ore 12:45 | link | commenti
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mercoledì, 01 luglio 2009

Dite la vostra: aziende e maternità, per le neomamme una spesa inferiore a quella per le fotocopie

Caviglie e ombrapanciona, foto di Domitilla FerrariLa maternità costa alle aziende meno delle spese per i taxi, dei ticket restaurant e della carta per le fotocopie. Non è una provocazione, ma il risultato di un’indagine della Sda Bocconi condotta per l’osservatorio sul Diversity management.
La ricerca sfata un po’ di luoghi comuni sul peso economico delle neomamme per le aziende. Quello sui “costi” della maternità sarebbe più un pregiudizio che altro: la spesa delle aziende è infatti soprattutto quella necessaria alla ricerca di una sostituzione, mentre l’assegno che incassa la neomamma è a carico dello Stato.
Ma se l’esborso delle aziende è limitato, il rapporto tra neomamme e lavoro resta problematico, il che fa pensare a pregiudizi nel mondo delle imprese. C’è chi come Mario D’Ambrosio dell’Aidp (Associazione italiana direttori del personale), crede che non si tratti tanto di pregiudizi, quanto del fatto che il reinserimento di una donna che rientra dalla maternità richieda sforzi nell’organizzazione. Ma proprio questo è il punto.
Alcune aziende hanno messo in atto politiche per gestire meglio la maternità. Basta affrontare l’evento come un qualcosa di “ordinario”, comunicare il prima possibile lo stato di maternità, di modo che l’azienda sia in grado di gestire l’assenza della donna nel modo migliore. Risultato della corretta gestione è, nella maggior parte dei casi, un aumento esponenziale del numero dei pancioni.
Ma se è davvero così semplice, perché le neomamme sono costrette ancora oggi a fronteggiare difficoltà enormi? Manca forse la volontà di agevolare il loro naturale percorso di realizzazione come madri, oltre che come donne lavoratrici?
Dite la vostra.

Del tema si parla anche in rete
Meno delle fotocopie
Le protagoniste
Liquida

 

 

Il governo si impegni sul quoziente familiare

Attendiamo Berlusconi alla prova del quoziente familiare, che aveva promesso in campagna elettorale. Il modo più serio di onorare i nostri elettori non è compiacersi del risultato elettorale, ma è dire al Governo di muoversi nell’aiuto alle famiglie, senza partecipare al pettegolezzo politico che si sente in questi giorni.

Pier Ferdinando

postato da: udc alle ore 16:56 | link | commenti
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martedì, 30 giugno 2009

Caritas in veritate: anticipazioni

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ScreenHunter_30 Jun. 30 19.48Mercato, proprietà, impresa, profitto, lavoro assumono un significato cristianamente consistente nella misura in cui il centro è Cristo; Cristo redentore che, rivelando Dio all’uomo, rivela l’uomo all’uomo. Il mercato dunque può assumere i caratteri cristiani della “relazionalità”, la proprietà assume la cifra della “responsabilità”, con il lavoro l’uomo - creato ad immagine e somiglianza del Padre-Creatore - “soggettivamente” partecipa in un certo senso all’“opera creatrice” del Padre-Creatore, l’impresa è la “comunità” di lavoro nella quale sperimenta il suo profondo legame con l’umanità intera e il profitto è uno dei tanti (ma indispensabile) “parametri” per misurare la corretta (responsabile) allocazione dei beni della terra.

Al centro della riflessione della Caritas in veritate troveremo la questione dello sviluppo integrale della persona. Ricordiamo quanto riconosciuto e proposto da Giovanni Paolo II e ripreso dallo stesso Benedetto XVI durante l’udienza del 13 giugno: «Un sistema economico che riconosce il ruolo fondamentale e positivo dell’impresa, del mercato, della proprietà privata e della conseguente responsabilità per i mezzi di produzione, della libera creatività umana nel settore dell’economia».

Il senso di queste affermazioni, confermate e rafforzate da Benedetto XVI, incontra un caposaldo della tradizione dell’“economia sociale di mercato”: le attività economiche, al pari di qualsiasi altra dimensione dell’agire umano, non si realizzano mai in un vuoto morale o in un mondo virtuale, ma all’interno di un determinato contesto culturale, le cui matrici possono essere riconosciute e apprezzate ovvero trascurate e disprezzate. In questa prospettiva, una sana “economia di mercato”, “economia d’impresa”, “economia libera” - ovvero un capitalismo rettamente inteso - sono sempre limitate da un ordine giuridico che le regola e da istituzioni morali, come ad esempio la famiglia e la pluralità dei corpi intermedi che, nel rispetto del principio di sussidiarietà orizzontale, interagiscono con esse e le influenzano, essendone esse stesse influenzate.

L’economia di mercato è sempre plasmata dalla cultura nella quale essa vive, e a sua volta, è influenzata dalle azioni e dalle abitudini quotidiane di coloro che la pongono in essere, poiché le azioni dei singoli influenzano la qualità della vita all’interno della società. È questo il “personalismo metodologico” che ha pervaso il Magistero sociale di Wojtyla e che continuerà a plasmare la cura pastorale di Benedetto XVI anche in ambito socio-economico. anticipazioni fonte  ilsussdiario.net

postato da: udc alle ore 18:50 | link | commenti
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da Bergamosera.com

Provincia: il blocco leghista e l’incognita Pdl

Il presidente della Provincia Ettore Pirovano (a destra) a consulto con il consigliere regionale leghista Daniele Belotti (foto courtesy lacasadellelibertà.splinder.com)

Il presidente della Provincia Ettore Pirovano (a destra) a consulto con il consigliere regionale leghista Daniele Belotti (foto courtesy lacasadellelibertà.splinder.com)

BERGAMO — Scorrendo la lista degli assessori scelti dall’Amministrazione Pirovano balzano all’occhio nomi vecchi e nuovi che lasciano presagire verso quali orizzonti politici sarà orientata la gestione leghista della Provincia. 

Pirovano è un uomo di grande esperienza politica, sia come sindaco sia come parlamentare. Per questo si è circondato di una schiera di fedelissimi - suoi o di altri esponenti, comunque della Lega -, che difficilmente lo tradiranno o gli daranno preoccupazioni. 

Uomini piazzati nei punti giusti per evitare che - in caso di turbolenze - l’architettura politica studiata dal presidente possa cedere. E soprattutto uomini che hanno già amministrato o comunque mangiano pane e politica da sempre. Domenico Belloli è stato sindaco di Mapello. Alessandro Cottini, ex sindaco di Grumello. Roberto Anelli, sindaco di Alzano Lombardo. Giorgio Bonassoli, assessore a Torre Boldone. Giovanni Milesi, capogruppo della Lega Nord a San Giovanni Bianco. Silvia Lanzani, consigliere comunale nel capoluogo. Il meno esperto, ma non per questo meno affidabile, è Fausto Carrara del Movimento Giovani padani, i pretoriani della Lega.

Insomma, una squadra compatta da cui oggettivamente possono scaturire ben pochi scossoni. Dall’altro lato della giunta, quello versante Pdl, potrebbe invece arrivare qualche guaio, se non altro di rimbalzo. Alleanza Nazionale e soprattutto Forza Italia hanno trasferito nel nuovo soggetto politico non solo gli ideali ma anche gli uomini, con tutte le loro storie politiche. Il risultato è che il neonato Popolo della libertà soffre delle stesse dinamiche - talvolta contrastanti, spesso belligeranti - che hanno caratterizzato i precedenti partiti. 

Come insegnano gli anni passati - e i giorni recenti - Forza Italia ha insito nel suo dna il conflitto fra le diverse correnti. Le chiamano gruppi, ma la sostanza è la stessa. Gruppi che sono dotati di ampia mobilità e d’assetto variabile, molto variabile.

Ecco, questo potrebbe portare qualche grattacapo al granitico blocco leghista in Provincia. La galassia del Pdl, d’altronde, è ampia e in perenne movimento. Il che qualche perplessità al neopresidente la deve pur suscitare. Pirovano lo sa e, per puntellare la giunta da eventuali debolezze, potrebbe guardare con interesse a quell’area leghista che sfuma nel mondo cattolico. Si spiegherebbe forse così la presenza nell’esecutivo di Pietro Romanò. Ex democristiano di lunga data, Romanò è stato per anni funzionario del Cestec. Ovvero quel Centro lombardo per lo sviluppo tecnologico di cui era presidente un altro democristiano doc: Gianantonio Arnoldi.

Arnoldi, oggi esponente dell’ala dell’Unione di centro che confina col centrodestra, smentisce. “Romanò è un’ottima scelta politica ma non l’ho proposta io e tanto meno sono stato consultato”. Che quella del presidente della Provincia sia un’apertura di credito all’Udc?

Wainer Preda

fonte www.bergamosera.com

postato da: udc alle ore 11:33 | link | commenti
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domenica, 28 giugno 2009

Iran Iran Iran

postato da: udc alle ore 18:38 | link | commenti
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Reggiani:bene, ma prima salviamo il lavoro

ScreenHunter_16 Jun. 27 22.10


















fonte l'eco di bergamo ecobg
postato da: udc alle ore 21:15 | link | commenti
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mercoledì, 24 giugno 2009

Anche noi siamo iraniani

ScreenHunter_07 Jun. 24 23.01

Iran election, dall'album di @@:@@

un Invito a  tutti i militanti dell’Udc a mobilitarsi con iniziative spontanee di solidarietà per questo popolo.

Oggi anche noi siamo iraniani. Con l’animo, la mente e il cuore. Tutti noi siamo vicini a questo Paese straordinario che e’ l’Iran pieno di intellettuali, di uomini e donne ricchi di risorse. E’ ancora possibile nel 2009 indignarsi in una società che ormai si è rassegnata a tutto.

postato da: udc alle ore 22:03 | link | commenti
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martedì, 23 giugno 2009

il Silenzio dei grandi:Neda, il suo sacrificio

postato da: udc alle ore 21:43 | link | commenti
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verso il partito della nazione

postato da: udc alle ore 21:37 | link | commenti
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venerdì, 19 giugno 2009

Si fa fatica a giustificarci con i nostri figli

Che bello sarebbe un Paese normale…

La lettura dei giornali di questa mattina è veramente penosa. Che tristezza per chi ritiene che il Paese sia in una crisi drammatica e che abbia bisgno di governanti che si occupino di questo.
Si fa davvero fatica a giustficarci con i nostri figli.
Che ne pensi tu?

Pier Ferdinando

postato da: udc alle ore 11:04 | link | commenti
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Arnoldi: i voti che hanno fatto vincere subito Tentorio vengono dall’Udc


ScreenHunter_02 Jun. 19 10.58Qui alcuni stralci dell'intervista concessa a BergamoSera.com

BERGAMO — L’uomo dalle sette vite, politiche s’intende. Gianantonio Arnoldi, democristiano di lunga data, fondatore e segretario di Forza Italia a Bergamo, parlamentare azzurro e ora nell’Udc anche se in posizione defilata, da oltre trent’anni è uno di quei personaggi che mastica pane e politica quotidianamente. Sornione, riflessivo, ama spiazzare attraverso il ragionamento. In questa lunga intervista - che per esigenze editoriali pubblicheremo in più parti - Arnoldi ci svela i segreti inconfessabili della politica bergamasca e i retroscena dell’ultima campagna elettorale.

Arnoldi, come le sono parse le ultime elezioni?
Tutto come previsto. Avevo il sentore che i risultati sarebbero stati questi e lo sono stati.

Anche quelli dell’Udc?
Mi dispiace che l’Udc a livello provinciale non abbia rispettato il trend che si era aperto con il risultato delle Europee. Ma per il resto, mi sembra che il risultato finale delle elezioni rispecchi le attese e le preoccupazioni dei bergamaschi.

Aveva previsto anche la disfatta di Bruni?
Mi spiace per Roberto Bruni. E’ una brava persona e un caro amico, con cui ho sempre avuto una certa sintonia. Ma a Bergamo c’è un’aria nuova e la sua aggregazione politica non aveva chances. Ha provato a mettere in gioco tutta la sua professionalità, ma non è bastato.

Come le sono sembrati i candidati dei due schieramenti principali?
Bruni e Tentorio sono la fotocopia uno dell’altro. Io ho dichiarato in più di un’occasione che avrei visto benissimo che chi vinceva le elezioni nominava l’altro vicesindaco. Li ho visti entrambi molto allineati e coperti. Nessuno dei due mordeva, entrambi “leccavano”. Ho visto due persone per bene che si confrontavano probabilmente senza la cattiveria necessaria per dare una svolta decisiva a questa città.

E il vostro candidato?
Beppe Mazzoleni era al liceo con me al Lussana. Tutti quelli usciti dal Lussana in quel periodo hanno gli attributi per fare il sindaco di Bergamo. Presentarlo stavolta, però, non è stato il momento giusto. Mazzoleni farà il sindaco fra 10 anni.

C’è una differenza di due punti fra i voti Udc alle Europee e quelli alle comunali. Voti che sono andati tutti a Tentorio?
Facciamo un ragionamento. Alle Europee l’Udc prende 3700 voti. Alle Comunali non arriva a 2000. Vuol dire che di quei 1700 voti di differenza, e potrei dirglieli uno a uno, 1500 sono andati a Tentorio e 200 a Bruni. E quei 1500 sono quelli che hanno fatto vincere Tentorio al primo turno portandolo sopra il 50 per cento. Ma Tentorio queste cose le sa.

Gli elettori del centrosinistra hanno ringraziato pubblicamente l’ex sindaco…
L’avrei ringraziato anch’io, se lo avessi trovato, per il lavoro che ha svolto in quel caos. E’ riuscito a governare un’alleanza ingovernabile.

A proposito di alleanze. Quello di Tentorio sarà un governo cittadino di centrodestra con la Lega o leghista con il centrodestra?
E’ chiaro che queste elezioni le ha vinte la Lega. In una città come Bergamo, fatta da molti professionisti, poi prevale il Pdl. Berlusconi ha dato uno spazio incredibile alla Lega. Vedremo.

Tentorio ha riproposto la tangenziale est del suo amico Veneziani. La farà anche se c’è già la Nembro-Seriate?
No lo so. Certo Tentorio è la persona giusta per fare un’opera del genere. E comunque, meglio due tangenziali mezze vuote che una ferma in coda come accade adesso sull’asse interurbano.

 

fonte: bergamosera.com

postato da: udc alle ore 10:01 | link | commenti
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giovedì, 18 giugno 2009

Dite la vostra: bonus alle paritarie, sì o no?

A scuola

Ieri la scuola italiana è stata bocciata dall’Ocse: costi troppo alti mentre i nostri studenti arrancano, faticano a tenere il passo con la media europea. Per il ministro dell’Istruzione i risultati dimostrano che è giusto proseguire sulla via delle riforme. Tra quelle in programma, il sostegno economico per le scuole paritarie (non statali o private che dir si voglia): un bonus per chi volesse frequentare questo tipo di scuole. Voi come la pensate? di la tua

La foto del post è di FataNera

postato da: udc alle ore 18:18 | link | commenti
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Aderisici all'Unione di Centro qui...

postato da: udc alle ore 18:13 | link | commenti
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Udc Regione Lombardia una presenza qualificante: fatti non clientele!

SOSTEGNO AL COMMERCIO DALLA REGIONE LOMBARDIA

Credito a Pmi per il commercio e il turismo. 6 milioni di euro a Confidi

12 giugno 2009

(Ln - Milano) Regione Lombardia prosegue nell'azione di sostegno economico alle imprese con un nuovo intervento per favorire l'accesso al credito.

Sono state firmate le convenzioni - tra la direzione generale Commercio, Fiere e Mercati, di concerto con la direzione Giovani, Sport, Turismo e Sicurezza, e i Confidi - che rendono immediatamente disponibili 6 milioni di euro per il 2009 per sostenere le imprese lombarde del commercio e del turismo attraverso il sistema delle garanzie (Confidi).

L'intervento regionale è ripartito tra l'assessorato al Commercio, Fiere e Mercati (4 milioni) e l'assessorato ai Giovani, Sport, Turismo e Sicurezza (2 milioni).

"I Consorzi Fidi a cui saranno assegnati i contributi, con sede legale in Lombardia  dovranno facilitare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese lombarde, impegnandosi a concordare con il sistema bancario le condizioni economiche di maggior favore e trasparenza, in tempi brevi e a costi competitivi".

In particolare, i Confidi lombardi che hanno ottenuto dalla Regione il contributo dovranno rilasciare - entro i 18 mesi dall'erogazione del finanziamento regionale - garanzie per finanziamenti che coprano fino al 70% del finanziamento della banca all'impresa, per un controvalore di garanzie pari ad almeno 20 volte il valore del contributo ricevuto, cioè 120 milioni di euro.

L'erogazione del contributo - oltre a quanto previsto dalla convenzione - è subordinata all'impegno a rendere trasparenti le condizioni operative dell'iniziativa (con riferimento a costi, tasso di interesse dei finanziamenti, quote e tipologie di garanzie richieste dall'istituto bancario all'impresa, procedure e tempi di istruttoria e di concessione dei finanziamenti stessi) e a darne comunicazione ufficiale a Regione Lombardia.

Ogni tre mesi dalla data di sottoscrizione della convenzione il Consorzio Fidi trasmetterà alla direzione generale Commercio, Fiere e Mercati il rendiconto dettagliato delle operazioni effettuate; entro 18 mesi dall'erogazione del contributo - periodo di validità della convenzione - il Confidi dovrà trasmettere la rendicontazione definitiva del contributo assegnato (con una relazione che evidenzi motivi e scelte effettuate nella concessione delle garanzie, percentuale delle stesse, e risultati conseguiti), pena la revoca del contributo stesso.


Berlusconi non offenda, l’Udc non è in vendita

Pier Ferdinando Casini Che bello sarebbe un Paese normale…

A Berlusconi che ha definito l’Udc ‘unione delle clientele’…

E’ veramente triste che Berlusconi insolentisca l’UDC che non accetta di tornare alla sua corte. Trattare la gente alternativamente con blandizie e minacce è tipica di una mentalità padronale, una mentalità molto diversa dalla nostra. E’ così difficile parlare ai propri interlocutori con rispetto anche quando si è in disaccordo?
Che bello sarebbe un Paese normale…
L’UDC non era in vendita un anno fa, non lo è oggi e non lo sarà domani.

Pier Ferdinando

 

 


postato da: udc alle ore 15:01 | link | commenti
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mercoledì, 17 giugno 2009

Provincia e Comune:gruppi consiliari autonomi

L'Unione di Centro costituira' i propri gruppi consiliari in Provincia (Giudici) e in Comune di Bergamo (Mazzoleni) .
Il partito avra' la sua rappresentanza politica autonoma in forza della fiducia  data dagli elettori allo scudo crociato.
postato da: udc alle ore 11:42 | link | commenti
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REFERENDUM

Sono 3 i quesiti referendari ai quali dovranno rispondere i cittadini, proposti su moduli verdi, bianchi e rossi.

Il primo e il secondo quesito prevedono premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento(UDC:DIAMO INDICAZIONI DI NON RITIRARE LA SCHEDA ELETTORALE)
 Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Il premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. È attribuito alla "singola lista" o alla "coalizione di liste" che ottiene il maggior numero di voti. Il primo e il secondo quesito - che valgono, rispettivamente, per la Camera dei Deputati (scheda verde) e per il Senato (scheda bianca) si propongono l'abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste.

In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è che abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento: per ottenere rappresentanza parlamentare le liste devono raggiungere un consenso del 4% alla Camera e 8% al Senato. Dunque la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio. Le liste minori devono superare lo sbarramento.

Il terzo quesito riguarda l'abrogazione delle candidature plurime
(UDC:DIAMO INDICAZIONE DI VOTARE SI)
in più di una circoscrizione per uno stresso candidato. L'eletto in più circoscrizioni con l'attuale legge decide il destino di tutti gli altri candidati, la cui elezione dipende dal fatto che, scegliendo uno dei seggi che ha conquistato, lascia liberi gli altri. Attualmente circa un terzo dei parlamentari sono stati eletti in questo modo. Per spiegare l'attuale meccanismo se il candidato X eletto in più liste sceglie per sé il seggio "A" favorisce l'elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione "B"; se sceglie il seggio "B" favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione "A". Con l'approvazione del terzo quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato. (N.Co.) FONTE SOLE24ORE.COM
postato da: udc alle ore 11:37 | link | commenti
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martedì, 16 giugno 2009

anche la Lombardia conta...

ScreenHunter_08 Jun. 16 17.19
























qui
postato da: udc alle ore 16:23 | link | commenti
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lunedì, 15 giugno 2009

ambiente e energia: linee guida per un ente locale ecologista ( non verde).

ambiente_energia_amm_locali
postato da: udc alle ore 21:38 | link | commenti
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domenica, 14 giugno 2009

BALLOTTAGGI, IL FALSO PROBLEMA, SI E' VERO SIAMO ESTREMISTI DI CENTRO

Alcuni quotidiani filo governativi si pongono il tema dei ballottaggi.
E' un falso problema in quanto dopo il 2006 nulla e' piu' come prima, nella vecchia seconda repubblica.
I risultati lo hanno confermato.
Il partito di centro e' una realta sdoganata dopo il risultato drogato del 2006 all'interno della casa della liberta', il tentativo non riuscito quindi del 2008 di elminare i partiti non allineati al bipartitismo.
Oggi possiamo dire che avevamo ragione: il progetto Veltrusconi e' saltato, quello Berluschini miseramente fallito.
Ora il partito di centro rappresenta una forza importante all'interno dello scenario politico ( tra l'altro crescendo nei consensi) e il tema non riguarda piu' un elettorato che guardava al centro destra in quanto in un progetto nuovo del terzo polo l'UDC si rafforza e i voti dati confermano una scelta precisa  degli elettori.
Quindi un terzo polo non si sente impegnato (come invece le costole del centro sinistra e i pretoriani del centro destra) a fare una scelta "coerente" tra destra e sinistra alla vecchia maniaera della seconda repubblica. Coerente con chi? con il bipartitismo?ed ecco che casca l'asino.
UDC sta al centro e non sceglie e se sceglie nei livelli locali (solo in quelli) la scelta viene fatta sulle persone, sui programmi, sulla coerenza dei singoli candidati al ballottaggio e se nessuno convince sta ferma senza esprimersi. La cosa e' normale nelle democrazie europee in quanto noi non facciamo parte di una coalizione. Noi siamo federalisti e le autonomie sono veramente "locali" non romane e centraliste come per la lega. E poi nelle realta' locali sono gli altri che hanno scelto il centro, non noi che abbiamo scelto tra destra e sinistra.
E' inutile che la lega si stracci le vesti parlando di politica dei due forni: ha gia fatto saltare un governo per questi motivi ( ed allora si, faceva parte di una coalizione) e non ha esitato a fare accordi con di Pietro e il PD per portare a casa un risultato elettorale con il federalismo ( e il PD ci e' cascato ed ha portato a casa risultati negativi, punito dagli elettori sia nella rincorsa alla sinistra, sia nella rincorsa a Di Pietro sia nella rincorsa alla lega: invece di rincorrere gli altri datevi un programma!)
In Provincia la lega non stra-vince e dove governa non cresce, anzi se ci sono avversari , persone valide sul territorio, perde. Da qui parte il nostro progetto.
La sfida per l'Unione di centro verso il partito della nazione e' di costruire, senza fretta, una alternativa alla sinistra e un progetto di governo diverso rispetto alla attuale inazione di quello attuale.
Alcuni analisti dicono che Bossi e' preoccupato per i risultati, in quanto ora occorre dimostrare oltre gli slogan di saper governare. Nell'interesse del paese glielo auguriamo (di governare, rispettando gli elettori) ma forse come dicono in molti potrebbe essere l'inizio della fine. Non e' scontata una crisi di governo per cavalcare il risultato perche tra 3 anni forse sarebbe troppo tardi e la gente avrebbe la possibilita' di aprire gli occhi. Comunque attendiamo il referendum in quanto per far fronte ai ricatti della lega il Pdl si sta attrezzando sotterraneo ad un esito di quorum. Poi si vedra'. Noi comunque siamo sempre in riva al fiume in attesa....

e DOMENICA 21 NON ANDIAMO A VOTARE....


Udc: Casini, linea non cambia, restiamo liberi e autonomi
Scelte per ballottaggi non condizioneranno alleanze nazionali
Roma, 14 giu. (Adnkronos) - 'Le scelte di questi giorni hanno un carattere locale e non condizioneranno la politica nazionale. Resteremo al centro, in autonomia, per tutta la legislatura. A meno che non si producano importanti novita' politiche'. Pier Ferdinando Casini, in un'intervista a 'Il Messaggero', assicura che la linea dell'Udc non cambia, nemmeno dopo aver scelto il centrosinistra per numerosi ballottaggi della prossima settimana. 'E' la conferma della nostra liberta' e autonomia. Del resto -ricorda il leader Udc- in molte amministrazioni siamo alleati con il Pdl. Ma il Pdl deve avere chiaro che non siamo un alleato di comodo. Si sbagliano di grosso se pensano di poter tranquillamente stipulare patti con la Lega e poi di disporre dell'Udc come e quando vogliono nel Mezzogiorno. Restiamo al centro -ribadisce Casini- ma vogliamo contare. Siamo gia' stati determinanti in tanti comuni e province e in tante altre lo saremo domenica prossima'. Per poter parlare di un accordo nazionale pero' devono subentrare novita' sostanziali: 'Il Pdl deve finirla di essere Lega-dipendente. Se non si ridurra' il peso del partito di Bossi non sara' riproponibile un'alleanza con noi. E anche il Pd, per poter cominciare un dialogo, deve guardare al centro, non a sinistra. E deve anche liberarsi -avvverte Casini- del condizionamento populista e giustizialista dell'Italia dei valori'.

postato da: udc alle ore 22:26 | link | commenti (1)
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venerdì, 12 giugno 2009

Referendum, Berlusconi piegato ai desideri del Carroccio

La chiusura della Campagna alle Terme di Caracalla

Siamo lieti che Berlusconi si sia disimpegnato nel referendum. E’ ovvio che in termini politici la Lega condiziona il governo: Berlusconi è piegato ai desideri del Carroccio, anche se questa è l’unica volta che ci fa piacere.

Pier Ferdinando

Piu' la lega ricatta il governo e piu gli elettori del PDL vengono da noi, avanti cosi.

postato da: udc alle ore 12:59 | link | commenti (2)
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risultati definitivi



EUROPEE 2009


POLITICHE 2008-2006


Provinciali 2009 per collegio

Provinciali 2009  globali

Provinciali 2009 per comune

Comunali 2009




I DATI SONO PER PROVINCIA E PER SINGOLO COMUNE
(fonti corriere.it-interno.it-ecobg.it)
postato da: udc alle ore 11:29 | link | commenti
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mercoledì, 10 giugno 2009

ScreenHunter_05 Jun. 10 21.42




















postato da: udc alle ore 20:46 | link | commenti
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Con l’antiberlusconismo si fa solo un favore al premier

Se oggi la nuova ipotesi di alternativa è imbarcare tutti, mi dispiace ma andrete fuori strada. Il passato deve insegnare che riproporre un modello invariato come quello del governo Prodi è un errore che gli italiani non meritano. Inoltre, io non condivido il concetto del valore di un antiberlusconismo. Il valore è in positivo, non è fatto di anti. Oggi la sfida vera è sui fatti, sul governo. Lasciamo perdere l’antiberlusconismo, perché così facciamo solo un favore a Berlusconi.

Pier Ferdinando Casini

postato da: udc alle ore 10:08 | link | commenti
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Preferenze in citta'

Udc

Nicola Sisto  113
Antonio Leonetti 69
Nicola Carrara 64
Domenico Cappuccio 59
Sperandio Bonalumi 50
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Paolo Moschini 33
Marco Donadoni 32
Marco Musitelli 32
Marco De Vecchi 30
Francesco Bertè 27
Daniella Tagliaferri 27
Andrea Sigismondi 23
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Bernardo Venier 17
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Paolo Baroni 9
Riccardo Pusineri 7
Roberto Aceti 6
Roberto Magni 6
Francesco Lanorte  5
Emilia Stoica 5
Tullio Accorsi 3
Alfredo Sala 3
Riccardo Acquafresca 2
Pierangelo Passi 2
Antonio Aldrighi 1
Pierangiola Cattaneo 1
Michele Cortinovis 1
Gianluigi Nava 1
Saverio Ventura 1
postato da: udc alle ore 09:50 | link | commenti
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